Fabio Caserta si presenta al Bari con la determinazione di chi non accetta compromessi. Il tecnico calabrese, 47 anni a settembre, ha sostituito Moreno Longo alla guida dei biancorossi e si prepara a un debutto impegnativo in Coppa Italia contro il Milan. “Ce la giochiamo dappertutto”, le parole che sintetizzano la sua filosofia, lanciate a un tifoso in cerca di certezze. Caserta vede nel Bari il punto più alto della sua carriera: la storia del club, il calore dei tifosi e il fascino dello stadio San Nicola rendono la piazza una delle più importanti d’Italia, a prescindere dalla categoria.
Allenare al Sud comporta sfide uniche, ammette Caserta, ma anche grandi stimoli. L’esperienza a Perugia, vincendo un campionato nonostante il contesto infuocato del Covid, ha temprato il tecnico. Oggi l’obiettivo è chiaro: costruire un Bari competitivo pronto a lottare per la Serie A. “Ogni giorno mi sveglio pensando alla massima serie”, confessa, sottolineando come il salto da allenatore sia più complesso, soprattutto nella gestione delle risorse umane.
Conte rimane il modello da seguire. Caserta lo ha avuto all’Atalanta per pochi mesi, ma la professionalità e la visione tattica dell’allenatore pugliese lo hanno segnato profondamente. “Vive ogni partita in modo viscerale. Da lui ho imparato cosa significhi essere sempre sul pezzo”, racconta. Il Bari che vuole costruire è un gruppo solido, unito e capace di riportare entusiasmo in una piazza affamata di calcio: “Si riempie lo stadio solo attraverso fatti e prestazioni”.
Sul fronte tattico, Caserta ammette che la squadra è ancora in costruzione. Nonostante le lacune iniziali, punta a far capire ai giocatori la propria idea di calcio e a valorizzare talenti come Sibilli e Partipilo, definiti “due calciatori che hanno qualcosa in più della media”.
Riguardo alla Serie B, il tecnico indica Palermo, Modena e le squadre retrocesse come favorite, ma ricorda che in campo contano qualità e organizzazione più che budget. Per Caserta, il Bari deve puntare su equilibrio, lavoro di gruppo e scelte coraggiose, con la speranza di accelerare il cammino verso l’obiettivo massimo: il ritorno in Serie A.