Un esordio che rimarrà negli annali dell’Empoli e nella memoria di chi segue il calcio con il cuore: Bogdan Popov, 17 anni, ha trasformato la sua prima apparizione in Serie B in una serata magica, segnando due gol contro il Padova al Castellani. Ma la storia di Popov va ben oltre il rettangolo verde: dalla devastazione della guerra in Ucraina alla possibilità di ricominciare in Italia, il suo percorso è un racconto di resilienza e talento puro.
Arrivato in Italia due anni fa, fuggito dalle bombe e accolto in una casa famiglia in provincia di Massa, Popov ha trovato nel pallone un mezzo di integrazione, superando barriere linguistiche e culturali. La sua dedizione non è passata inosservata: dopo pochi provini, l’Empoli lo ha inserito nel settore giovanile, dove ha dominato in Primavera con 10 gol nella scorsa stagione, convincendo il tecnico Paolo Pagliuca a portarlo in ritiro con la prima squadra e a lanciarlo in Coppa Italia. Il debutto in Serie B è stato da manuale: appena 12 minuti per trovare il primo gol, frutto di un instancabile pressing in area, e poi raddoppio nella ripresa, confermando la sua capacità di essere decisivo sotto porta. Fondamentale anche il supporto umano: il presidente Fabrizio Corsi ha seguito il ragazzo con attenzione, aiutandolo nel percorso di crescita e nel ricongiungimento con la sua famiglia, arrivata in Italia grazie all’Empoli.
Popov è ora una delle promesse più luminose del calcio italiano, un esempio di come talento, sacrificio e forza d’animo possano trasformare un dramma personale in una storia di speranza e successo sportivo. L’Empoli sogna in grande, e il suo giovane attaccante è pronto a scrivere nuovi capitoli di una carriera che è già iniziata con il piede giusto.