Dopo l’amichevole estiva tra Milan e Leeds, il trasferimento di Noah Okafor al club inglese per 21 milioni di euro (bonus compresi) segna un momento insolito nella storia del calcio europeo. Lo svizzero diventa il secondo giocatore a vestire entrambe le maglie, quella rossonera e quella bianca del Leeds, creando un legame che attraversa più di un secolo di storia calcistica.
Il primo a compiere questo percorso fu Joe Jordan, centravanti scozzese simbolo di forza e determinazione. Nato a Carluke nel 1951, Jordan approdò al Leeds United giovanissimo, emergendo come uno dei centravanti più duri e fisici della Premier League dell’epoca. Alto e potente, incarnava lo stile “british” da attaccante da sfondamento, capace di colpire di testa e lottare instancabilmente su ogni pallone. Con il Leeds partecipò alla finale di Coppa delle Coppe del 1973 contro il Milan, persa di misura grazie a un gol su punizione di Chiarugi. Oltre all’esperienza in club, Jordan si distinse in Nazionale scozzese con tre partecipazioni mondiali consecutive (1974, 1978, 1982), segnando in ognuna di esse. Nel 1981, Jordan fu acquistato dal Milan, allora reduce dallo scandalo del Calcioscommesse. Nonostante un impatto inizialmente complicato in Serie A, riuscì a riscattarsi in cadetteria, contribuendo alla promozione della squadra. In totale collezionò 66 presenze e 20 reti con i rossoneri, conquistando anche una Mitropa Cup nel 1982. La sua grinta e generosità in campo gli valsero l’appellativo di “The Shark” e un posto nel cuore dei tifosi milanisti.
Quattro decenni più tardi, Noah Okafor segue una traiettoria simile, seppur con caratteristiche completamente diverse. Arrivato al Milan nel 2023 dal Salisburgo, con un passaggio in prestito al Napoli, Okafor ha disputato 54 partite con i rossoneri, segnando 7 gol e servendo 5 assist. Veloce, tecnico e moderno, l’attaccante svizzero rappresenta l’opposto dello stile fisico di Jordan, ma condivide con lui l’onore di scrivere una pagina unica nella storia di Milan e Leeds.
Due epoche, due mondi calcistici diversi, due giocatori che legano club lontani nel tempo e nello spazio attraverso storie di coraggio, talento e dedizione. Il passaggio di Okafor al Leeds segna quindi non solo un’operazione di mercato, ma anche un curioso filo rosso che unisce passato e presente, Italia e Inghilterra, fisicità e tecnica, raccontando ancora una volta come il calcio sappia creare legami inattesi e affascinanti.