Nel 2017 la Juventus decise di imprimere una svolta strategica al proprio futuro, inaugurando un progetto che oggi rappresenta una miniera d’oro. L’idea era chiara: scandagliare il panorama calcistico internazionale alla ricerca dei migliori talenti tra i 14 e i 18 anni, farli crescere all’interno del club e trasformarli in un patrimonio tecnico ed economico utile alla prima squadra e ai conti societari. La nascita della seconda squadra, la Juventus Next Gen, nell’estate del 2018 fu il passo decisivo. Una scelta coraggiosa, ispirata ai modelli già consolidati in Germania, Spagna e Inghilterra, ma adattata alle peculiarità del calcio italiano, dove il concetto di “squadra B” era ancora una novità assoluta. I risultati hanno superato le aspettative. Negli ultimi tre anni, grazie alla valorizzazione dei giovani cresciuti in questo percorso, la Juventus ha incassato circa 200 milioni di euro dalle cessioni. Un bottino che certifica il successo del progetto, rendendo la Next Gen non solo un laboratorio tecnico per i futuri campioni, ma anche un asset finanziario di primo piano. Il percorso avviato sette anni fa ha quindi cambiato la prospettiva del club bianconero: oggi la Next Gen non è più soltanto un trampolino di lancio verso la Serie A, ma un modello sostenibile capace di coniugare sviluppo sportivo e stabilità economica. Un investimento che guarda al futuro e che, numeri alla mano, si sta rivelando una delle intuizioni più redditizie della Juventus moderna.
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Blog•08/09/2025, 17:18•Ultimi aggiornamenti: 11/09/2025, 13:26