Il Milan si trova di fronte a un bivio delicato: la questione del centravanti, da sempre cruciale per una grande squadra europea, resta aperta e urgente. Pur avendo costruito una difesa solida, i rossoneri sanno bene che gli scudetti si vincono con equilibrio tra reparti, ma che senza un attaccante di spicco non si compete ai massimi livelli.
Quest’estate le grandi squadre europee hanno puntato su punte di caratura internazionale: Haaland, Mbappé, Lewandowski, Lautaro, senza dimenticare le recenti acquisizioni di Arsenal e Liverpool, Gyokeres ed Ekitike. Nel frattempo, al Milan, l’unico attaccante ad aver brillato è stato quello delle squadre avversarie, Bonazzoli della Cremonese, mentre Gimenez fatica a trovare continuità e appare già condizionato dalla pressione di San Siro, richiamando ricordi simili a quelli vissuti con De Ketelaere.
Massimiliano Allegri, consapevole del gap in attacco, ha seguito con attenzione Juventus-Parma: non solo per monitorare lo stato di forma di Dusan Vlahovic, ma anche per capire le strategie della Juve. Il risultato è chiaro: i tre punti di differenza in classifica tra Milan e Juventus rispecchiano in gran parte la performance degli attaccanti, evidenziando la necessità di investire con certezza su una punta in grado di fare la differenza. L’arrivo di Harder rappresenta dunque una scommessa da confermare, ma anche un’opportunità per colmare il vuoto lasciato da Gimenez e rilanciare le ambizioni rossonere.